Cosa sono i CFD (contracts for difference)

Dall’acronimo inglese Contract For Difference, i CFD sono conosciuti tra gli operatori istituzionali anche come Swaps.

Definizione tecnica

I CFD sono contratti derivati per cui due parti si accordano sullo scambio di flussi finanziari. L’acquirente del CFD, a fronte del pagamento di un tasso di interesse, riceve i flussi derivanti dalle performance del sottostante. Il venditore, a fronte del ricevimento degli interessi, paga il rendimento del sottostante.
Questo processo diventa estremamente semplice se spiegato con un esempio:

Il cliente che vuole acquistare 1000 titoli Assicurazioni Generali, può decidere di farlo direttamente sul mercato o utilizzando la modalità CFD.
Ipotizzando che Generali abbia un valore di 17 € per azione, qualora si volesse intervenire direttamente sul titolo, sarebbero necessari 17'000 € per acquistare 1'000 azioni.

Supponiamo invece di voler negoziare il CFD su Assicurazioni Generali: per ottenere un’esposizione di 1'000 titoli, corrispondenti a 17'000 € di controvalore a mercato, occorrono in media 1'700 € (dipende dal broker a cui ci si affida), pari al margine di garanzia richiesto dal Broker per l’operazione.

Per comprare i CFD si dà ordine al broker, il quale acquista i titoli e confeziona il CFD per il cliente. A questo punto il broker ha la proprietà del titolo e il cliente il CFD. In sostanza il broker è lungo (al rialzo) sul titolo e corto (al ribasso) di CFD, il cliente è lungo (al rialzo) di CFD e corto (al ribasso) di titolo. Nel momento in cui si chiuderà l’operazione il cliente venderà il CFD, il broker il titolo e torneranno ad essere entrambi flat (senza nessuna posizione sul mercato, né al rialzo né al ribasso).

Con il CFD il cliente non ha la proprietà del titolo, di conseguenza non ha diritto di voto in assemblea dei soci.
Tornando all’esempio, supponiamo ora che il titolo da noi selezionato (Assicurazioni Generali) si apprezzi del 2%.
Ora il titolo viene scambiato a 17,34 €: si decide di chiudere la posizione e di realizzare così un profitto.

Numericamente: 
17,34 € - 17,00 € = 0,34 € profitto per azione
0,34€ X 1000 = 340 € profitto dell’operazione.

A parità di commissioni e tralasciando l’aspetto fiscale (irrilevante, poiché i CFD vengono trattati esattamente come tutti gli altri strumenti finanziari e quindi sono soggetti all’imposta sul capital gain), l’operazione sopracitata genera un profitto di 340 € sia con l’azione tradizionale che con il CFD.
Dov’è allora il vantaggio del CFD in questa operazione?

Il vantaggio è dato dal minor capitale impegnato (1700 euro invece che 17000); Non dovendo impegnare tutto il capitale, è possibile utilizzare la rimanente liquidità per altri investimenti, piuttosto che per una esposizione maggiore sullo stesso investimento.

Caratteristiche dei CFD

Leva Finanziaria: il CFD è uno strumento derivato che incorpora un effetto leva, che amplifica le performances del sottostante, sia in positivo che in negativo.
L’effetto leva si ottiene con l’utilizzo dei cosiddetti margini di garanzia. Chi decide di aprire una posizione in CFD, lo fa conscio del fatto che dovrà impegnare della liquidità, fintanto che l’operazione non sarà estinta. Il Broker ha totale autonomia in fatto di margini: li decide e li modifica a suo piacimento e senza dover fornire giustificazioni. Questi vengono calcolati a seconda di tre variabili: la liquidità del sottostante, la capitalizzazione dello stesso e la volatilità storica del titolo, indice o commodity. Titoli più rischiosi avranno margini di garanzia più elevati. Spesso i broker aumentano i margini richiesti prima di eventi particolarmente importanti, che potrebbero aumentare la volatilità dei mercati.

Costi del Finanziamento: Al concetto di leva finanziaria viene sempre accostato il concetto di finanziamento. Se l’esposizione che l’investitore prende sul mercato è maggiore del capitale investito, è naturale che chi ci sta finanziando (il broker) richieda un tasso d’interesse.
Questo tasso di interesse (chiamato anche tasso overnight, in quanto applicato se una operazione viene mantenuta durante la notte) viene addebitato giornalmente dal broker e può variare in base allo strumento che stiamo negoziando.

Posizioni Short e prestito titoli: uno dei maggiori vantaggi per chi opera con i CFD azionari risiede nel fatto che generalmente non vi è alcun costo da pagare per quanto riguarda le operazioni short (al ribasso), relativamente al prestito titoli. Questo è vero solamente per quei titoli che sono facilmente reperibili sul mercato del prestito, ovviamente non tutti i titoli sono facilmente vendibili allo scoperto. Ogni broker stila una lista dei contratti per differenza azionari su cui è possibile andare short gratuitamente ed altri su cui è necessario sostenere un costo. Ancora una volta la discriminante è la dimensione del titolo sottostante, più è capitalizzato e liquido il titolo, più semplice sarà reperirlo e, di conseguenza, più semplice sarà per il broker renderlo disponibile per la vendita allo scoperto.

Dividendi: i CFD come i normali titoli azionari ricevono i dividendi, infatti replicando esattamente il sottostante, avranno le medesime oscillazioni dovute allo stacco degli stessi. Tecnicamente chi alla data di stacco è lungo (al rialzo) di CFD riceverà i dividendi e chi è corto li pagherà a chi ha una posizione lunga.

Peculiarità dei CFD Azionari

Come si comporta il CFD Azionario in presenza di vicende relative al capitale sociale dell’impresa?
Avviene, di tanto in tanto, che un’azienda in difficoltà per ottenere risorse “fresche”, ricorra ad un aumento di capitale. Nella maggior parte dei casi questo avviene attraverso l’emissione di nuove azioni che i soci hanno il diritto di acquistare in modo da impedire che la propria partecipazione al capitale sociale dell’impresa si diluisca.

Solitamente i titolari dei titoli ricevono dei diritti di opzione che se esercitati, permettono di acquistare le azioni ad un prezzo più basso di quello del mercato. Questi diritti di opzione sono negoziabili. Anche ai titolari di CFD vengono attribuiti questi diritti.
Il cliente long al momento dell’assegnazione, si troverà long anche di diritti; il cliente short si troverà short anche dell’opzione oltre che dei titoli. 

L’auto Hedging sull’esposizione in valuta estera dei CFD

Il CFD permette la copertura sulle esposizioni in valuta. Innanzitutto operando a margine, questo viene richiesto sempre in Euro o nella valuta che si sceglie al momento dell’apertura di un conto con il broker, in secondo luogo nel momento in cui l’operazione viene terminata il margine viene liberato sul conto del cliente. Operando quindi su CFD relativi a titoli quotati al NYSE, non ci sarà il rischio connesso alla volatilità del cambio EUR/USD.
Semplicemente il CFD espone il compratore o il venditore al rischio di cambio esclusivamente per la parte relativa ai profitti e alle perdite correnti sino alla fase conclusiva di realizzo.

Supponiamo di avere un esposizione in CFD sul titolo Google per 100.000 $. Operando con il cash mi devo preoccupare delle oscillazioni del cambio, agendo sul CFD posso evitare di tenere in considerazione questo aspetto.
Realizzando un profitto del 3% infatti, solamente i 3000 $ di plusvalenza saranno soggetti alla volatilità dei cambi.